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Marco Valenzi

Ricorderemo Marco nella sede della Fondazione Valenzi al Maschio Angioino MERCOLEDì 27 SETTEMBRE ALLE 11 in una cerimonia laica nella quale gli amici potranno condividere il ricordo.

Per organizzare la scaletta degli interventi vi chiedo di scrivere a segreteria@fondazionevalenzi.it. Vi contatteranno per conferma.
Con Marco abbiamo dato vita al progetto di Fondazione che voi tutti conoscete. Una Fondazione che abbiamo voluto da subito non dedicata solo alla memoria dei nostri genitori, ma soprattutto dedicata a coltivare i valori che ci hanno insegnato e che hanno guidato la loro vita.
Devo ringraziare Marco pubblicamente, e credo di non averlo mai fatto così, per aver condiviso con me la scelta di donare tutto il patrimonio dei nostri genitori e tutta la collezione d’arte alla Fondazione. Anche Marco ha sempre creduto nell’importanza che la Fondazione possa vivere al di là e dopo di noi.
Questa notte sono stata fortemente combattuta sulla scelta se sospendere le attività in programma o meno.
Mi sono chiesta cosa mi avrebbe consigliato Marco ed allora ho scelto di mantenere il programma delle iniziative. E il caso vuole che sabato 30 si tenga in mattinata in Fondazione un’iniziativa, a cui Marco teneva tanto, di ricordo delle Quattro Giornate di Napoli, che partirono proprio il 28 di settembre del 1943.
Chi era Marco
Marco è nato in piena guerra: il 1941. Così da bambino è stato privato della presenza di un genitore, poi di un’altro, poi di entrambi che entravano nelle carceri fasciste. Dura è stata anche la vita nel primo dopoguerra a Napoli, quando sia Maurizio che Litza Valenzi erano intensamente impegnati nel lavoro per il partito comunista e condividevano le ristrettezze economiche di tanti in quei tempi difficili. Per un periodo da piccolo ha frequentato la scuola ebraica, benché la famiglia non fosse credente, poi il liceo Vico al Vomero. Ha sofferto di una sordità congenita che negli ultimi anni si è aggravata, questo da un lato ha accentuato un carattere riservato, che però non gli impediva di essere cordiale, simpatico e spiritoso e grande appassionato di calcio.
Aveva un talento particolare per le materie scientifiche, la matematica e la fisica, un’attitudine che esprimeva anche in una grande passione per il gioco degli scacchi. Ha lavorato per il CNR in particolare nel Laboratorio di cibernetica di Arco Felice, diretto all’epoca dal prof. Caianiello, dove si sperimentavano i primi computer, poi in quello di Genetica e biofisica a Fuorigrotta.
Impegnato politicamente da giovane, pur non rivestendo cariche, seguiva con grande attenzione e passione la politica.

3 risposte

  1. Ho un caro ricordo di Marco, soprattutto di quell’anno in cui con lui, Lucia e la nostra compianta amica Teresa, abbiamo condiviso la stessa casa in vico Monteroduni. Era sì riservato ma anche un po’ sornione e spesso di grande ironia. Negli ultimi anni non ci vedevamo spesso, soprattutto a causa dei miei troppi impegni, ma tutte le volte in cui riuscivamo a incontrarci ritrovavo il suo sorriso sempre uguale. Ti ricorderò così, sorridente Rita

  2. Un abbraccio forte a Lucia. Ricordiamo Marco come persona gentile e affettuosa.
    L’iniziativa in ricordo delle quattro giornate di Napoli ci sembra il modo migliore per rendere omaggio a Marco. Noi non potremo esserci, purtroppo!
    Di nuovo un caro saluto a Lucia da parte di Franca e Silvia Chiaromonte

  3. Solo ora (e solo perché ho cercato il suo nome) ho scoperto che Marco è morto.
    Non ne sapevo niente, anche perché vivo a Milano.
    Ci eravamo conosciuti (superficialmente) al Giambattista Vico che frequentavano negli stessi anni; era sempre con Valerio Caprara.
    Questa notizia mi ha particolarmente colpito.
    Mi dispiace moltissimo per la sorella Lucia

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