Maurizio Valenzi a Calabritto (AV) poco dopo il terremoto del 1980

Maurizio Valenzi

La vita

Maurizio Valenzi nasce a Tunisi il 16 novembre 1909, da una famiglia ebrea di origine livornese, da più generazioni insediata in Tunisia. Si dedica alla pittura e dal 1930 al 1931 apre uno studio a Roma con l’amico Antonio Corpora. Tra il 1935 e il 1936 aderisce con un gruppo di italiani al Partito Comunista Tunisino. Con l’amico Loris Gallico redige il settimanale “L’Italiano di Tunisi”. Nel 1937, all’epoca del governo del Fronte Popolare, è a Parigi per collegare il gruppo dei comunisti tunisini al Centro Estero del PCI e lavora nella redazione della “Voce degli Italiani” diretta da Giuseppe Di Vittorio. Nel 1939 raggiungono Tunisi Giorgio Amendola e Velio Spano. Nel dicembre del 1939 si sposa con Litza Cittanova. Nel gennaio 1941 nasce il figlio Marco.

Nel novembre 1941 viene arrestato, torturato con l’elettricità, resiste agli interrogatori, viene condannato all’ergastolo e ai lavori forzati dal regime fascista di Vichy e internato per un anno a Lambèse in Algeria. Dal luglio al novembre 1942 è in carcere anche la moglie Litza. Liberato infine dagli Alleati nel marzo 1943, viene inviato dal PCI a Napoli, per preparare l’arrivo di Palmiro Togliatti dall’Unione Sovietica. Raggiunge la città nel gennaio 1944. In via Broggia viene organizzato un appartamento per i comunisti che arrivano da varie località. Là viene ospitato Togliatti e Maurizio Valenzi vive da vicino quella che verrà chiamata la “Svolta di Salerno”. Esperienza che ha raccontato nel libro “C’è Togliatti”, edito da Sellerio nel 1995.

Rimane a Napoli anche dopo questo periodo lavorando sempre come funzionario di partito. Nel 1952 viene eletto Consigliere provinciale. In quell’anno nasce la figlia Lucia. È senatore per tre legislature dal 1953 al 1968; in particolare viene nominato Segretario alla Presidenza del Senato e, in altra occasione, Segretario della Commissione Esteri. In quegli stessi anni ha ricoperto diversi altri ruoli istituzionali e di partito, diventando Segretario del Gruppo Comunista al Senato, membro della Commissione Centrale di Controllo del PCI. E’ stato anche Consigliere Comunale di Forio d’Ischia dal 1964 al 1970.

Il disegno e la pittura, mai completamente abbandonate, vengono riprese dopo il 1968.

Consigliere comunale di Napoli dal 1970 al 1975, viene eletto Sindaco con una maggioranza relativa. La giunta rimane al governo della città per anni grazie al consenso della cittadinanza e al voto tecnico di altre forze politiche in occasione dell’approvazione del bilancio. Viene confermato Sindaco di Napoli fino al 1983, nel periodo del terrorismo e del terremoto. In quegli anni è anche membro del Comitato Centrale del PCI. Dopo il terremoto del 1980, in qualità di Sindaco, viene nominato Commissario Straordinario per la Ricostruzione. È stato anche fondatore e primo presidente dell’ANCI Campania. Nel 1984 viene eletto al Parlamento Europeo dove resta in carica fino al 1989. Riceve da Mitterrand l’onorificenza della Légion d’honneur. In occasione dei suoi 90 anni, nel 1999 viene organizzata un’ampia mostra antologica al Maschio Angioino.

Maurizio Valenzi ci ha lasciati il 23 giugno del 2009, appena in tempo per veder nascere la Fondazione a lui dedicata.

Confesso che mi sono divertito: 100 anni di vita straordinaria

Il documentario, realizzato nel 2011, è nato dalla collaborazione tra la Provincia di Napoli e la Fondazione Valenzi.

Il tributo, curato dalla redazione di Metronapoli Web Tv, intende ricordare la figura di Maurizio Valenzi come uomo, politico e artista ma anche ripercorrere, senza settarismi di parte, un lungo periodo di storia e di politica italiana e internazionale.
Nel documentario oltre al ricordo del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, compaiono le interviste esclusive ai figli Lucia e Marco Valenzi, al deputato Andrea Geremicca, al sindaco Pietro Lezzi ed al regista Maurizio Scaparro.

A fare da narratore alle tante immagini reperite attraverso le Teche Rai e l’Emeroteca Tucci è la voce dell’attore Mariano Rigillo mentre la produzione è stata coordinata da  Domenico Pennone. La regia è stata curata da Roberto Maiorca con la consulenza storica di Federica Quatraro.

Maurizio Valenzi con l'assessore Buccico al primo buco della metropolitana in piazza Medaglie d'Oro a Napoli

Il politico

Per Maurizio Valenzi l’incontro con la politica all’inizio degli anni Trenta è inevitabile. La spinta ideale per la libertà e contro l’ingiustizia, anche a sacrificio del proprio benessere, ed il rapporto tra etica e politica, sono la cornice in cui si svolgerà sempre la sua attività e quella della moglie Litza. Maurizio Valenzi è anche l’uomo del dialogo. L’esperienza di parlamentare, con l’elezione al Senato, lo porta a rapporti molto intensi con gli avversari. Da consigliere provinciale di Napoli prima, da senatore e da sindaco, Valenzi ha rappresentato «quell’anima della città che non intendeva arrendersi e voleva aprirsi al mondo». Un amministratore che non ha badato alla ricerca del consenso a tutti i costi, non ha avuto clientele, ma ha voluto costruire un futuro per Napoli, lavorando con le forze migliori del territorio, al di là del colore politico. Ed è per questo che ancora oggi viene ricordato come uno statista prestato al ruolo di sindaco. Dopo l’esperienza al Parlamento Europeo, ha intensificato gli incontri con gli amici che gli sono stati vicini negli anni. Il salotto di via Manzoni diventò un luogo di discussione politica, soprattutto un punto di riferimento per chi voleva affrontare i problemi della città.

L'artista

Maurizio Valenzi (Tunisi 1909 – Napoli 2009) inizia l’attività di pittore frequentando per qualche anno l’École des Beaux-arts di Tunisi diretta da Armand Vergeaud. Sotto l’influenza di Moses Levy, aderisce alle correnti dell’avanguardia con Antonio Corpora e Jules Lellouche. Espone le prime opere al Salon tunisien poi a Roma, a Parigi e in diverse città della Tunisia in mostre collettive con pittori francesi e tunisini. 

Fra il ’30 ed il ’31 ha uno studio a Roma, dove conosce Carlo Levi, Fausto Pirandello e Adriana Pincherle. Nel giugno del ’32 rientra in Tunisia e nel ’34 aderisce al Partito Comunista. 

Inizia la sua attività politica nel sud del paese, fra i braccianti agricoli di Sfax e Djerba, da cui riporta disegni e dipinti. Nel 1937 è a Parigi, dove collabora alla “Voce degli Italiani”, diretta da Giuseppe Di Vittorio. In questo periodo incontra diversi protagonisti della cultura francese, come Tristan Tzara, Paul Eluard e J.R. Bloch ed ha la possibilità di studiare la pittura degli impressionisti e dell’École de Paris. Modigliani, Cézanne, Goya, Matisse, i pittori della scuola Romana saranno i suoi referenti pittorici.  

Rientrato in Tunisia, nel 1941 viene arrestato, torturato e condannato all’ergastolo e ai lavori forzati dal regime fascista di Vichy, esperienza estrema che registra su fogli di fortuna poi raccolti nei Disegni di Lambèse. Dal luglio al novembre 1942 è in carcere anche la moglie Litza Cittanova. 

Liberato dagli alleati nel marzo 1943, viene inviato dal PCI a Napoli, per preparare l’arrivo di Palmiro Togliatti. Dal ’53 al ’68 viene eletto al Senato per tre legislature. Il disegno e la pittura, che l’impegno politico aveva costretto a ridimensionare, vengono ripresi dopo il 1968 quando, rivisitando le inclinazioni figurative della giovinezza, ritorna sui ricordi della prigionia. 

Tra le opere di questo periodo troviamo anche i paesaggi di Napoli, i ritratti di famiglia e di personaggi come Emilio Notte, Paolo Ricci ed Eduardo De Filippo. Riprendono anche le mostre delle sue opere tra le quali la personale ospitata dalla galleria L’Indicatore di Roma nel 1978. Consigliere comunale dal ‘70 al ‘75, è sindaco di Napoli dal ’75 all’83. Nel 1984 viene eletto al Parlamento Europeo dove resta in carica fino al 1989. In occasione dei suoi 90 anni, il Maschio Angioino ospita un’ampia mostra antologica a lui dedicata. 

Hanno detto di lui

Dedicarsi interamente alla politica, ha infatti significato, per un periodo non breve, avere un forte senso della missione, spirito di servizio e di sacrificio prima e al di là di ogni legittima ambizione personale. Questo ha certamente significato per un uomo come Maurizio Valenzi, che ha dato, col suo lungo impegno nelle condizioni più diverse e difficili, esempio di nobiltà della politica.

Giorgio Napolitano




Non cercò mai il consenso con atteggiamenti indulgenti o tentando di attribuire ad altri le responsabilità più importanti. Il suo carisma si alimentava della grande sensibilità umana che sempre dimostrava.

Gianni Letta




Di Maurizio Valenzi ho sempre amato soprattutto il sorriso. Anzi, meglio: il sorriso della sua intelligenza.

Ermanno Rea




Ho qualche difficoltà, nella memoria passata e nella contemporaneità, a trovare un sindaco che abbia saputo far coincidere il bene della sua città anche con la civiltà teatrale che poteva esprimere

Maurizio Scaparro




Valenzi è cittadino della Napoli più elevata, un pezzo della sua storia, uno dei suoi figli più popolari e più amati, dei suoi interpreti più sensibili, e in più pittore eccellente, innamorato della luce e della curva del golfo che si poteva contemplare a perdita d’occhio dalle finestre della sua casa in collina.

Ugo Gregoretti

 

Eduardo De Filippo - Autoritratto, s.d., litografia, mm 690x490
Eduardo De Filippo, Autoritratto, s.d.

La lettera di Eduardo De Filippo

“Dopo tanti anni di “comandanti” , ”padrini”, ”compari”, ”boss” preceduti nei secoli da altrettanti “comandanti”, “padrini”, ”boss”, “mammasantissima” e chi più ne ha più ne metta, i quali per la sete di potere, l’avidità di guadagno e forse anche per il famoso punto d’onore che spesso è solo puntiglio, hanno coperto di piaghe questa nostra Napoli, si comincia a vedere il barlume di una luce ancora fioca e ancora lontana, ma luce è. Al di là del fatto che sia sindaco Maurizio Valenzi che come Galasso è persona stimabile e all’altezza del compito, il vero fatto nuovo e importante è che dopo il risultato del referendum e dopo le votazioni del 15 Giugno, tutti devono avere capito, ormai, che per governare Napoli si devono fare i conti con i napoletani, i quali non intendono più di essere trattati come una colonia o come un popolo di “chi ha avuto ha avuto ” e di “leghiamo l’asino dove vuole il padrone “. Durante tutta la mia vita, ogni volta che scrivevo una commedia, denunciando il disagio della condizione umana in generale e la tragedia della condizione inumana di Napoli, mi sembrava di essere un pazzo visionario, e ho finito per sentirmi sfinito, soverchiato. La sfiducia ti rende la lingua pesante e ti fa passare la voglia di parlare. Non per paura, no : per sconforto. Oggi la voglia di parlare, di comunicare con questo popolo  –  perché è del popolo che io faccio parte  – me la sento tornare gorgogliante e vivace come quando avevo trent‘anni : la voglia di comunicare con gli altri, di scambiarci un’idea, una speranza, un sogno, di nuovo mi allarga i polmoni. E la prima cosa che la mia lingua vuole dire, vuol dirla ai napoletani ed è questa :

«Concittadini miei, approfittiamo di questa occasione, forse unica, che ci si offre per scrollarci di dosso il giogo del “ padrone “ che sa quali sono le promesse che deve fare ma sa anche come fare per non mantenerle. Di qualsiasi partito facciate parte, qualunque idea circoli nel vostro cervello, prima di ogni altra cosa pensiamo alla nostra città; Maurizio Valenzi eredita lutti, guai e dolori e accetta questa pesante eredità: diamogli atto almeno di questo e diamogli fiducia. Difendiamo il suo lavoro da chi di Napoli si è interessato e si interessa soltanto per il proprio personale tornaconto trascurando le esigenze di un popolo troppo a lungo paziente. Partecipiamo alla vita pubblica, al governo  della città. Secondo me, come stanno le cose a Napoli oggi, ogni bastone messo tra le ruote, ogni boicottaggio, ogni tentativo di sostituire il proprio interesse individuale a quello comune, diventa un crimine di guerra. E vorrei aggiungere un’altra cosa: queste parole che oggi dico a proposito della elezione a sindaco di Maurizio Valenzi  – il quale ha tutte le carte in regola per coprire la carica ricevuta  – io le avrei dette anche per il professor Galasso o per qualsiasi altro uomo che in buona fede, buona volontà e piena capacità si fosse accollato una responsabilità come questa, che fa tremare solo a pensarci». Ecco, detto male e in fretta, quello che volevo dire a voi, miei concittadini. A Maurizio Valenzi i miei auguri più calorosi e la mia solidarietà.”

Eduardo De Filippo

(Da Paese Sera 20 settembre 1975 in occasione dell’elezione a sindaco di Maurizio Valenzi) 

Bibliografia

Cultura e spettacolo a Napoli negli anni della Giunta Valenzi (1975-1983), a cura di Giuseppe Farese, Napoli, artem srl, 2021.

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Ermanno Corsi, Giustino Fabrizio, Eleonora Puntillo, Il Sindaco rosso. Valenzi e il futuro di Napoli, Università degli Studi di Napoli L’Orientale, 2020

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L’Africa di Maurizio. Oggetti africani della Collezione Valenzi, a cura di Andrea Manzo, Napoli, Università degli Studi di Napoli L’Orientale, 2017.

Maurizio Valenzi, I miei primi giorni da sindaco di Napoli, a cura di Lucia Valenzi, Ariccia (Roma), Aracne, 2016.

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Leila El Houssi, L’urlo contro il regime. Gli antifascisti italiani in Tunisia tra le due guerre, Roma, Carocci, 2014.

Da Guttuso a Matta. La Collezione Valenzi per Napoli, catalogo mostra, Napoli, arte’m, 2013. 

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Lasciare un segno, a cura Luigi Maria Sicca, Napoli, Paparo edizioni, 2011.

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Lucia Valenzi (a cura di), Italiani e antifascisti in Tunisia negli anni Trenta. Percorsi di una difficile identità, Napoli, Liguori Editore, 2008.

Maurizio Valenzi, Confesso che mi sono divertito, a cura di Pietro Gargano, Napoli, Tullio Pironti editore, 2007.

Maurizio Valenzi, Il segno racconta, Associazione Culturale “Il Corvo”, 2006.

Maurizio Valenzi, Maurizio Valenzi. La vita avventurosa di un uomo mite, Gianni Cerchia e Nicola Bruno (a cura di), supplemento a l’Unità/L’Articolo, 2005.

Paul Sebag, Communistes de Tunisie. 1939-1943, Paris – Torino, L’Harmattan, 2001.

Maurizio Valenzi, C’è Togliatti! Napoli 1944. I primi mesi di Togliatti in Italia,  Pietro Gargano (a cura di), Palermo, Sellerio editore, 1995.

Attilio Wanderlingh, Maurizio Valenzi. Un romanzo civile, presentazione di Nilde Iotti, Napoli, Edizioni Sintesi, 1988.

Maurizio Valenzi, Une mémoire locale. Naples et son maire, Interviste di Massimo Ghiara e Lucien Sfez, Paris, PUF – Presses Universitaires de France, 1980.

Maurizio Valenzi, Sindaco a Napoli, intervista di Massimo Ghiara, Roma, Editori Riuniti, 1978.

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