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Testimonianza di Diana Negri

Diana Negri -Raccogliere segni

Con Maurizio Valenzi ci siamo conosciuti all’Auditorium della Mostra, nella stagione dell’Associazione Scarlatti 1979-80, eravamo entrambi appassionati di musica classica. Il “Duetto buffo dei gatti” di Rossini segnò l’inzio di piacevoli conversazioni negli intervalli dei concerti, e ricordo il senso di piacevole sorpresa che ebbi scoprendo un uomo colto, gentile, educato, pieno di energia ed entusiasmo, che non parlava di politica né faceva pesare il suo ruolo ad una giovane universitaria ventenne. Abitavamo entrambi in via Manzoni, mi parlò anche della sua passione per l’arte e la pittura e gli raccontai di mia madre, allieva di Emilio Notte all’Accademia di Belle Arti di Napoli, pittrice fino alla mia nascita. Questo lo colpì molto ed un pomeriggio di inizio gennaio mi invitò ad andare a vedere i suoi quadri. Scelse con cura la poltrona, grande e comoda, su cui dovevo sedermi, capii dopo che cercava la luce giusta, e mentre parlavamo di musica e vita napoletana, mi fece dono di questo ritratto. Una persona speciale prima di essere un grande politico, proprio per questo la nostra conoscenza ed il suo dono sono un ricordo prezioso.

Diana Negri