Era fine estate 1954, avevo circa sette anni, quando Maurizio, ad Ischia, mi fece questo ritratto. I miei genitori, Nino Numeroso e Anita Piccinni, si erano conosciuti con Maurizio e Litza già nei primi anni del dopoguerra, frequentando la sezione del PCI del Vomero. La frequentazione non si interruppe mai e ci si incontrava spesso anche durante le vacanze ischitane. E’ qui che io ricordo particolarmente Maurizio che era solito indossare un simpatico caftano, abbigliamento insolito e originale, cosa che mi colpiva molto. Il rapporto tra le nostre famiglie si è poi consolidato anche negli anni a venire. Quando nel 1965 ci trasferimmo in via Manzoni, a pochi metri dall’abitazione dei Valenzi, mia madre strinse ancor di più un legame di amicizia con Litza. Ho in mente la sua figura alta, elegante nei modi e nell’aspetto, madre apprensiva e accudente, che non ha mai perso quel suo accento francese che tanto la distingueva.
Maria Numeroso


