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Testimonianza di Enzo Morreale

Alcuni mesi fa ho ritrovato per caso in un libro, dopo averlo cercato invano per anni, un disegno che mi fu donato da Maurizio Valenzi. Il disegno fu eseguito nel corso di una delle tante riunioni che in quel periodo erano piuttosto lunghe ed impegnative. Valenzi usò due penne di colore diverso, blu e nero, e un mozzicone di sigaretta intinto nel residuo di un caffè. La particolare tecnica ha reso sfumature di colore ambra e in alcuni punti di colore grigio. Nel disegno furono ritratti gli assessori comunali Aldo Cennamo e Antonio Scippa e gli operai Vincenzo Barbato (segretario della sezione PCI dell’Alfasud) e Vincenzo Morreale (segretario della sezione PCI “G. Di Vittorio” di San Giovanni a Teduccio, operaio presso l’azienda grafica SAGRAF).Il disegno non reca la data e Valenzi lo firmò per gioco con il nome di Guttuso. Ho cercato di ricostruire il periodo a cui risale ripercorrendo i ricordi che mi accompagnano al 1983. La riunione era quella del Comitato Direttivo della Federazione Comunista Napoletana.Il 1983 fu un anno molto particolare a Napoli. Si concluse allora l’esperienza delle Giunte di Sinistra che avevano suscitato grandi speranze. Si insediò il pentapartito. Si consolido un’alleanza fra DC e PSI con l’obiettivo dichiarato di isolare il PCI e di estrometterlo dal governo delle città. Il Pentapartito sarà poi spazzato via da tangentopoli. Valenzi era allora uno dei maggiori protagonisti della vicenda napoletana in una fase resa estremamente difficile dalla crisi drammatica dell’apparato industriale, dalla gestione del post terremoto e dalla emergenza criminale e terroristica. Il PCI in quel momento era impegnato in una riflessione sui propri limiti e sulla prospettiva della città di Napoli e del Paese intero.

Enzo Morreale