Maurizio con Luciano Guarino, mio marito, ebbe un rapporto di stima e fiducia nell’ambito lavorativo poiché lo aveva scelto sulla base della competenza e dell’esperienza affinché entrasse a far parte del gruppo di lavoro accanto a sè durante il Commissariato per la Ricostruzione post terremoto 1980 e le sue aspettative non andarono deluse: Luciano lavorò moltissimo e bene in quegli anni difficili. Il ritratto, non a caso, lo coglie in una sua espressione tipica, di certo durante una riunione di lavoro a Palazzo San Giacomo: molto concentrato sulle carte, le dita che tormentano la fronte e i capelli… Mio marito aveva a sua volta grande stima nei riguardi di Maurizio ancor prima di essere da Lui scelto. Successivamente alla stima si aggiunse affetto profondo.
Per quanto riguarda invece il mio ritratto devo dire che ricordo solo che eravamo al Maschio Angioino per un convegno ma non saprei dire, a distanza di tanto tempo, se di carattere istituzionale o no. Ricordo però che io ero in prima fila ad ascoltare e Maurizio mi ritrasse senza che me ne accorgessi. Ero lì in rappresentanza della Cooperativa “Tre Ghinee-Nemesiache”, che Maurizio riconosceva ed apprezzava. Ma il rapporto personale di affetto e stima reciproca Lui lo aveva con Lina Mangiacapra , fondatrice e Presidente della Cooperativa.
Silvana Campese


