L’Artista

Maurizio Valenzi (Tunisi 1909 – Napoli 2009) inizia l’attività di pittore frequentando per qualche anno l’École des Beaux-arts di Tunisi diretta da Armand Vergeaud. Sotto l’influenza di Moses Levy, aderisce alle correnti dell’avanguardia con Antonio Corpora e Jules Lellouche. Espone le prime opere al Salon tunisien poi a Roma, a Parigi e in diverse città della Tunisia in mostre collettive con pittori francesi e tunisini. 

Fra il ’30 ed il ’31 ha uno studio a Roma, dove conosce Carlo Levi, Fausto Pirandello e Adriana Pincherle. Nel giugno del ’32, rientrato in Tunisia, aderisce al Partito Comunista. 

Inizia la sua attività politica nel sud del paese, fra i braccianti agricoli di Sfax e Djerba, da cui riporta disegni e dipinti. Nel 1937 è a Parigi, dove collabora alla “Voce degli Italiani”, diretta da Giuseppe Di Vittorio. In questo periodo incontra diversi protagonisti della cultura francese, come Tristan Tzara, Paul Eluard e J.R. Bloch ed ha la possibilità di studiare la pittura degli impressionisti e dell’École de Paris. Modigliani, Cézanne, Goya, Matisse, i pittori della scuola Romana saranno i suoi referenti pittorici.  

Rientrato in Tunisia, nel 1941 viene arrestato, torturato e condannato all’ergastolo e ai lavori forzati dal regime fascista di Vichy, esperienza estrema che registra su fogli di fortuna poi raccolti nei Disegni di Lambèse. Dal luglio al novembre 1942 è in carcere anche la moglie Litza Cittanova. 

Liberato dagli alleati nel marzo 1943, viene inviato dal PCI a Napoli, per preparare l’arrivo di Palmiro Togliatti. Dal ’53 al ’68 viene eletto al Senato per tre legislature. Il disegno e la pittura, che l’impegno politico aveva costretto a ridimensionare, vengono ripresi dopo il 1968 quando, rivisitando le inclinazioni figurative della giovinezza, ritorna sui ricordi della prigionia. 

Tra le opere di questo periodo troviamo anche i paesaggi di Napoli, i ritratti di famiglia e di personaggi come Emilio Notte, Paolo Ricci ed Eduardo De Filippo. Riprendono anche le mostre delle sue opere tra le quali la personale ospitata dalla galleria L’Indicatore di Roma nel 1978. Consigliere comunale dal ‘70 al ‘75, è sindaco di Napoli dal ’75 all’83. Nel 1984 viene eletto al Parlamento Europeo dove resta in carica fino al 1989. In occasione dei suoi 90 anni, il Maschio Angioino ospita un’ampia mostra antologica a lui dedicata.