Hanno detto di lui…

 

 

 

“Dedicarsi interamente alla politica, ha infatti significato, per un periodo non breve, avere un forte senso della missione, spirito di servizio e di sacrificio prima e al di là di ogni legittima ambizione personale. Questo ha certamente significato per un uomo come Maurizio Valenzi, che ha dato, col suo lungo impegno nelle condizioni più diverse e difficili, esempio di nobiltà della politica.”

Giorgio Napolitano




“Non cercò mai il consenso con atteggiamenti indulgenti o tentando di attribuire ad altri le responsabilità più importanti. Il suo carisma si alimentava della grande sensibilità umana che sempre dimostrava.”

Gianni Letta




“Di Maurizio Valenzi ho sempre amato soprattutto il sorriso. Anzi, meglio: il sorriso della sua intelligenza.”

Ermanno Rea




“Ho qualche difficoltà, nella memoria passata e nella contemporaneità, a trovare un sindaco che abbia saputo far coincidere il bene della sua città anche con la civiltà teatrale che poteva esprimere”

Maurizio Scaparro




“Valenzi è cittadino della Napoli più elevata, un pezzo della sua storia, uno dei suoi figli più popolari e più amati, dei suoi interpreti più sensibili, e in più pittore eccellente, innamorato della luce e della curva del golfo che si poteva contemplare a perdita d’occhio dalle finestre della sua casa in collina.”

Ugo Gregoretti


 

“Dopo tanti anni di“comandanti” , ”padrini”, ”compari”, ”boss” preceduti nei secoli da altrettanti“comandanti”, “padrini”, ”boss”, “mammasantissima” e chi più ne ha più ne metta, i quali per la sete di potere, l’avidità di guadagno e forse anche per il famoso punto d’onore che spesso è solo puntiglio, hanno coperto di piaghe questa nostra Napoli, si comincia a vedere il barlume di una luce ancora fioca e ancora lontana, ma luce è. Al di là del fatto che sia sindaco Maurizio Valenzi che come Galasso è persona stimabile e all’altezza del compito, il vero fatto nuovo e importante è che dopo il risultato del referendum e dopo le votazioni del 15 Giugno, tutti devono avere capito, ormai, che per governare Napoli si devono fare i conti con i napoletani, i quali non intendono più di essere trattati come una colonia o come un popolo di “chi ha avuto ha avuto ” e di “leghiamo l’asino dove vuole il padrone “. Durante tutta la mia vita, ogni volta che scrivevo una commedia denunciando il disagio della condizione umana ingenerale e la tragedia della condizione inumana di Napoli, mi sembrava di essere un pazzo visionario, e ho finito per sentirmi sfinito, soverchiato. La sfiducia ti rende la lingua pesante e ti fa passare la voglia di parlare. Non per paura, no : per sconforto. Oggi la voglia di parlare ,di comunicare con questo popolo  –  perché è del popolo che io faccio parte  – me la sento tornare gorgogliante e vivace come quando avevo trent‘anni : la voglia di comunicare con gli altri, di scambiarci un’idea, una speranza, un sogno, di nuovo mi allarga i polmoni. E la prima cosa che la mia lingua vuole dire, vuol dirla ai napoletani ed è questa :

«Concittadini miei,approfittiamo di questa occasione, forse unica, che ci si offre per scrollarci di dosso il giogo del “ padrone “ che sa quali sono le promesse che deve fare ma sa anche come fare per non mantenerle. Di qualsiasi partito facciate parte,qualunque idea circoli nel vostro cervello, prima di ogni altra cosa pensiamo alla nostra città; Maurizio Valenzi eredita lutti, guai e dolori e accetta questa pesante eredità: diamogli atto almeno di questo e diamogli fiducia.Difendiamo il suo lavoro da chi di Napoli si è interessato e si interessa soltanto per il proprio personale tornaconto trascurando le esigenze di un popolo troppo a lungo paziente. Partecipiamo alla vita pubblica, al governo  della città. Secondo me, come stanno le cose a Napoli oggi, ogni bastone messo  tra le ruote, ogni boicottaggio, ogni tentativo di sostituire il proprio  interesse individuale a quello comune, diventa un crimine di guerra. E vorrei aggiungere un’altra cosa : queste parole che oggi dico a proposito della elezione a sindaco di Maurizio Valenzi  – il quale ha tutte le carte in regola per coprire la carica ricevuta  – io le avrei dette anche per il professor Galasso o per qualsiasi altro uomo che in buona fede, buona volontà e piena capacità si fosse accollato una responsabilità come questa, che fa tremare solo a pensarci». Ecco, detto male e in fretta, quello che volevo dire a voi, miei concittadini. A Maurizio Valenzi i miei auguri più calorosi e la mia solidarietà.”

Eduardo De Filippo

( Da Paese Sera 20 settembre 1975 in occasione dell’elezione a sindaco di Maurizio Valenzi)