Criticamente: contro ogni forma di razzismo

Progetto Criticamente

Il progetto proposto dalla Fondazione Valenzi, nell’ambito del “Programma Scuola Viva – Azioni di Accompagnamento” si inserisce nel quinto degli otto assi tematici previsti dal bando, vale a dire nel  percorso intitolato “Sviluppo Sostenibile Sociale” che intende promuovere la realizzazione e la diffusione di iniziative pedagogiche e didattiche, mostre, dibattiti ed eventi sull’analisi storica della forza persuasiva della propaganda xenofobica, antisemita e razzista e sulle sue modalità nella società della comunicazione digitale e dei social networks. Le riflessioni più prettamente storiche è di spunto per analizzare gli eventi contemporanei, la comunicazione attuale, gli atteggiamenti e i comportamenti discriminatori verso i vari gruppi bersaglio di queste pratiche. Il progetto intende diffondere strumenti didattici in grado di sviluppare il pensiero critico dei giovani in modo da accrescerne gli “anticorpi” nei confronti della propaganda e promuovere una loro partecipazione attiva alle azioni di contrasto al razzismo.

L’obiettivo è promuovere lo sviluppo sociale a partire dalla costruzione della capacità di lettura critica dei messaggi diffusi sulle piattaforme social, diventate i canali di informazione più utilizzati, nell’ambito delle giovani generazioni. In tale ambito si ascrivono il concorso Criticamente Open School Contest e la mostra Criticamente.

CriticaMente

Open School Contest

Nell’ambito del progetto #CriticaMente, la Fondazione Valenzi bandisce il concorso #CriticaMente Open School Contest rivolto agli studenti campani delle scuole secondarie di II grado e ha come oggetto la realizzazione di perfomances, video, racconti, poesie, altri prodotti artistici. Le opere realizzate hanno l’obiettivo di sensibilizzare all’uso consapevole dei social media e al contrasto al razzismo e alla xenofobia.

È richiesta la produzione di performances o video (per un massimo della durata di 1 minuto e 30 secondi), racconti, poesie, altri prodotti artistici.
I suddetti prodotti dovranno essere accompagnati dalla scheda di presentazione (Allegato A), inviandoli entro e non oltre il 18 marzo 2022 al seguente indirizzo: Fondazione Valenzi onlus, via Cosenz 13, 80142 Napoli; oppure all’indirizzo mail: concorso.criticamente@fondazionevalenzi.it

Gli elaborati verranno valutati da una Giuria di Qualità e i tre migliori saranno premiati durante la cerimonia di premiazione che si svolgerà nel mese di aprile 2022.

Ai tre elaborati vincitori saranno consegnati i seguenti premi:
1°- FitBit Versa 2;
2°- JBL Flip Essential;
3°- Cuffie Wireless Xiaomi Basic 2.

La mostra CriticaMente

Strumenti utili per sviluppare il pensiero critico

Il linguaggio dell’odio

L’importanza delle parole

“L’odio è la malattia sociale del nostro tempo, stravolge le coscienze e i rapporti umani, si impadronisce delle nostre parole, è il grande incubatore della violenza”.
W. Veltroni

La diffusione dell’odio parte dal linguaggio. Tutto inizia, come è già accaduto tante volte in passato, con le parole.
Quasi che abbiamo bisogno di nemici, li costruiamo ad arte e diffondiamo narrazioni attribuendo loro comportamenti inquietanti, se non proprio orribili.

Con l’uso dei social siamo tutti in rete, tutti collegati.
Così il veleno ha trovato terreno fertile e si diffonde veloce; una volta propagato, l’odio, è difficile da disinnescare.

Facciamo un uso intelligente e selettivo dei social, non facciamoci manipolare.
In fondo è facile: quando il linguaggio è offensivo e livoroso è già ALLARME ROSSO.

La fabbrica delle falsità

Le fake corrono sul web

La menzogna corre spedita e arriva a tutti rapidamente, mentre la verità è lenta e faticosa:
questa differenza di velocità è un grande pericolo.

Internet nasce come un’enorme rete di conoscenza accessibile a tutti.
La facilità con cui ci arrivano le informazioni, però, ha il suo rovescio: sono tante le notizie false, costruite per orientare negativamente le persone, soprattutto i giovani.

Le fake news, le bufale, sono diffuse a piene mani e comunicate con la parvenza di “verità”.

Invasive, virali, in breve diventano IGNORANZA COLLETTIVA.
Tendono quasi sempre a disinformare su temi sensibili: XENOFOBIA, ANTISEMITISMO e RAZZISMO in primis. Ma anche omofobia, bullismo, sessismo…
non ne sono esenti lo sport (si pensi al tifo calcistico), la scienza, le religioni, i costumi e le abitudini in genere.

Le fake possono essere ingenuamente condivise dai nostri amici, perciò siamo
portati a mettere un like o a diffonderle a nostra volta.

xenofobia

Xenofobia

Il 25 ottobre 2018 il Parlamento europeo ha votato una risoluzione su Aumento della violenza neofascista in Europa, un documento che rivela un’escalation degli episodi di odio antisemita, razziale e xenofobo in tutti i Paesi dell’Unione europea.
I dati sottolineano, ad esempio, che il numero di persone arrestate per reati di estremismo di destra nel 2017 è raddoppiato rispetto al 2016. La xenofobia è in espansione in tutta Europa, lo dimostrano i casi della Polonia, della Grecia, dell’Italia, della Germania, della
Scandinavia, dei Paesi Baltici.
Il Parlamento europeo sottolinea la necessità di difendere le minoranze che sono i bersagli diretti di quest’ondata di odio. Tra le tante misure indicate per fronteggiare questa escalation di violenza si richiama:

  1.  La necessità di una formazione delle forze dell’ordine, “ispirata ai diritti umani e in un’ottica di servizio”.
  2. Si invitano le società di calcio a contrastare razzismo, fascismo e xenofobia negli stadi e nella cultura sportiva.
  3. Si sottolinea che la conoscenza della storia costituisce uno strumento importante per prevenire questi crimini oltre che per formare le future generazioni.

Gli strumenti della manipolazione

Una fiaba per educare i bambini a odiare

Un esempio storico: nella Germania nazista nel 1934 fu istituito il Ministero per l’Educazione nazionale, che emanò
rigide linee-guida educative rivolte ad editori, autori e insegnanti.
Scopo primario di questa nuova scuola fu quello di inculcare nella gioventù lo spirito d’appartenenza alla comunità tedesca, la venerazione per il Fuhrer e il disprezzo verso il nemico per antomasia, grande contaminatore della purezza ariana e veicolo di tutti i mali: l’ebreo!
Molti manuali, sussidiari, libri di scuola o di svago divengono materiali didattici per formare i giovanissimi al nuovo dettato nazionalsocialista.
Si arriva a inventare fiabe dove il cattivo non è il lupo o l’orco; il cattivo è un uomo che ha solo la colpa di esistere.
Ecco in breve un esempio di fiaba di regime: il fungo velenoso.

Una mamma accompagna suo figlio Franz nel bosco in cerca di funghi; è l’occasione per insegnare al bimbo come riconoscere i funghi buoni da mangiare da quelli velenosi.
Similmente, nella vita, esistono persone buone e persone cattive, che si confondono con le prime e bisogna imparare a riconoscerle.
Gli ebrei, questo è il senso della fiaba, come succede con i funghi, sono attraenti ma velenosi, e soprattutto non facili da distinguere.
Questa fiaba per bambini è l’esempio di come si pianifica l’odio.

La prima fake news della storia contemporanea
Ecco un famoso falso storico: i “Protocolli dei Savi di Sion”, un libro-documento che circolò nel primo Novecento come verbale di una riunione, segreta, che si sarebbe tenuta tra i capi dell’ebraismo mondiale, scopo: conquistare il mondo. Fu per prima La polizia segreta russa a diffonderlo per giustificare le persecuzioni del regime zarista nei confronti di ebrei. Dopo la Prima Guerra Mondiale il libro arrivò anche in Germania, in Francia e negli Stati Uniti. A scoprire e denunciare che si trattava di un falso fu il quotidiano britannico Times nel 1921. Nonostante questa denuncia i “Protocolli” continuarono a circolare e l’estrema destra tedesca li utilizzò per far ricadere sul complotto ebreo la colpa della sconfitta tedesca nella Grande Guerra.

Antisemitismo

Giornali, vignette e realtà

Julius Streicher, direttore della rivista Der Stürmer (l’attaccante), fu uno dei più feroci propagandisti dell’antisemitismo, favorevole ad azioni violente e aggressive contro gli ebrei allo scopo di costringerli ad abbandonare la Germania. Nel maggio 1934, Streicher dedicò un numero speciale di Der Stürmer alla popolare impostura dell’omicidio rituale, secondo la quale gli ebrei utilizzavano sangue cristiano per il rito della Pasqua. In copertina, a fianco di una vignetta in cui due ebrei muniti di coltello e bacile raccoglievano il sangue zampillante dai corpi dei bambini cristiani uccisi, un titolo annunciava a caratteri cubitali: Scoperto piano omicida degli ebrei contro l’umanità non ebraica. Sotto, il solito slogan: Gli ebrei sono la nostra disgrazia.

Semplificazione e complessità

Vedere, ascoltare, parlare

LE TRE SCIMMIETTE, provengono da una cultura e una filosofia orientali, di natura positiva, ma presso di noi hanno acquisito un significato negativo, omertoso e non solo.
Cieche, sorde e mute all’occorrenza, sono l’esempio plastico di un comportamento effimero, di comodo.
Disinteressarci di cosa succede intorno a noi, restare in superfice e rifiutarci di capire equivale a non crescere culturalmente e a non essere strutturati. Diventiamo quindi il bersaglio privilegiato di quanti spadroneggiano il web con la disinformazione e l’odio.
DIFFIDIAMO DELLE SEMPLIFICAZIONI.
Il mondo è complesso e non ci possiamo permettere di essere superficiali.
Le vie facili, semplificative, non esistono. Sui social si profitta proprio dell’ignoranza per propagare narrazioni lontane dalla realtà.
Non possiamo essere soggetti passivi di quello che accade, non possiamo accettare nulla senza approfondire.
La conoscenza e il pensiero critico, ci rendono liberi e consapevoli.

Razzismo

Un solo esempio su milioni.
Un esempio recente che ha provocato (giustamente) centinaia di manifestazioni in tutto il mondo.

Due poliziotti arrestano un cittadino di colore che si fa ammanettare senza opporre resistenza. Poi lo stendono pancia a terra. Uno dei poliziotti preme con un ginocchio il collo dell’arrestato, lo tiene così, pressato sotto il peso del corpo per tanti minuti, fino a soffocarlo.

I poliziotti sono bianchi e l’uomo arrestato è un nero.

Difficile non pensare che quella pressione con il ginocchio, che provoca la morte di George Floyd, cittadino afro-americano, ammanettato e innocuo, non sia dovuta al disprezzo razziale.
Questo episodio è avvenuto negli USA, cioè in una democrazia avanzata, e non è certo il solo: ci insegna che il razzismo è latente, presente ovunque.

Razzismo
Concezione fondata sul presupposto che esistano razze umane biologicamente e storicamente superiori ad altre razze. È alla base di una prassi politica volta, con discriminazioni e persecuzioni, a garantire la ‘purezza’ e il predominio della ‘razza superiore’.
Tutta la scienza è concorde sul fatto che le razze non esistono e c’è una sola razza: quella umana.

Le difese

La libertà di espressione non può essere confusa con la licenziosità di messaggi sbagliati o artatamente falsi.
Come difendersi dalla mole quotidiana di fake o di segnali subdoli?
Dipende, prima di tutto, dalla volontà personale di non essere manipolati.

Nei social (YouTube, TikTok, Instagram, ecc. ) sono suggerite alcune regole:

Non ti fidare dei titoli
Se sono altisonanti, cubitali e esagerati nei contenuti, sii cauto.

Guarda bene l’Url
Potrebbe essere fasullo, il taroccamento di una fonte attendibile.

Fai ricerche sulla fonte
Se ti è sconosciuta, controlla bene la Pagina.

Fai attenzione alla formattazione
Spesso il falso è impaginato male e contiene errori nel testo.

Fai attenzione alle immagini
Foto e video sono spesso ritoccati. Se autentici ma presi a prestito, sono fuori contesto.

Controlla le date
La cronologia degli avvenimenti spesso è il punto debole del falso.

Controlla se altre fonti riportano la notizia
Se una notizia è vera è riportata da più fonti.

Potrebbe essere uno scherzo
Spesso circolano parodie e satire, valuta se il tono è umoristico.

Usa sempre le tue capacità critiche e se hai dubbi chiedi anche agli insegnanti.
La scuola è un luogo di conoscenza e di approfondimento.