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Chiusura 2012 di Bell' e Buon' con "Giochiamo a Pinocchio"

Il 16 giugno si è concluso per quest’anno il progetto Bell’ e Buon’ promosso dalla Fondazione Valenzi a favore dell’infanzia napoletana in difficoltà. Tra i protagonisti per l’anno in corso i bambini di San Giovanni a Teduccio, con uno spettacolo, “Giochiamo a Pinocchio”, svoltosi nell’agorà dell’associazione partner Figli in famiglia. I bambini hanno potuto dar prova delle proprie capacità reinventando alcune scene tratte dal celebre libro di Collodi alla presenza della presidente della Fondazione, Lucia Valenzi, del presidente Unicef Campania, Margherita Dini Ciacci e dell’assessore alla scuola e all’istruzione del comune di Napoli, Annamaria Palmieri, e della presidente di Figli in famiglia, Carmela Manco.

Lo spettacolo è stato concepito da Lucia Precchia, curatrice del progetto, insieme al regista e “ambasciatore” Unicef, Paolo Coletta, come una rappresentazione artistica non vincolata da testi imparati a memoria, che mettesse in evidenza le spontanee capacità interpretative dei bambini. Questi ultimi si sono divertiti a interpretare ognuno Pinocchio a modo proprio. Sul palco vediamo alternarsi la scena della nascita di Pinocchio, con un mini-Geppetto che trasforma dei pezzi di legno in marionette-bambino. Poi l’incontro di Pinocchio col gatto e la volpe,  interpretati  a turno dai bambini divisi in gruppi di tre; ci siamo emozionati vedendo i faccini truccati del gatto e le codine svolazzanti delle volpi, e poi l’astuzia di Pinocchio che si sveglia durante la notte e va a recuperare il denaro sepolto prima che il gatto e la volpe si sveglino. Quindi Mangiafuoco e le sue marionette che danzano corrono cantano, tranne quella di Pinocchio che riesce a sfuggire e insieme alle altre a gettare Mangiafuoco nel pentolone bollente. Il paese dei Balocchi, dove i piccoli Pinocchio giocano allegramente e non hanno voglia di andare a scuola, e vengono per punizione trasformati in tanti asinelli. La scena forse più bella della balena che insegue Pinocchio e Geppetto tra le onde del mare. E infine la trasformazione da marionette a bambini.

Sul palco i bambini hanno potuto anche dar prova di pittura estemporanea trasformando le sensazioni in colore, come hanno fatto durante i laboratori. E’ stato messo in scena poi anche il “rito” del desiderio, praticato con diverse variazioni durante i laboratori: ai bambini viene simbolicamente donato un desiderio, questa volta rappresentato dalle bandierine dell’Unicef, che ognuno esprime e poi regala a chi vuole.

L’emozione era palpabile, sia da parte dei bambini che delle laboratoriste e delle volontarie che sono rimaste sul palco per sostenerli; ma coi loro gesti spontanei sono riusciti a trasmettere le proprie emozioni, e a mostrare il lavoro compiuto nei mesi scorsi.

Si conferma dunque l’importanza di questo progetto, con cui la Fondazione Valenzi si è posta l’obiettivo di offrire a bambini piccoli e piccolissimi una prevenzione primaria, aprirsi al ‘bello’ ed indentificarlo come ‘buono’, formare un pensiero critico e un metodo di approccio ai problemi attivo e concreto. 






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